All’inizio dell’estate, c’è un rito fondamentale da rispettare per evitare brutte sorprese: la manutenzione del condizionatore. Dopo mesi di inattività, infatti, l’impianto potrebbe non rinfrescare a dovere.
Prima di premere il tasto ON, è consigliabile pulire i filtri, igienizzare il sistema e controllare il livello del gas refrigerante, tutte attività che rientrano nella manutenzione ordinaria. Potrebbe, poi, essere necessario intervenire con un’ulteriore operazione: la ricarica del gas, indispensabile solo nel caso in cui, in seguito alle verifiche, dovesse risultare una perdita nel circuito.
I nostri tecnici specializzati agiscono tempestivamente in qualsiasi caso. Tuttavia, è bene saper riconoscere la differenza tra mansioni di routine e straordinarie: continua a leggere e approfondisci la questione con il team Air Lab.
Cosa comprende la manutenzione condizionatore e ogni quanto farla
La manutenzione del condizionatore comprende tutti i controlli fondamentali per garantire l’efficienza, la sicurezza e la pulizia dell’impianto. Eseguirla regolarmente offre in vantaggi immediati e concreti, poiché un sistema in salute consuma meno energia, dura più a lungo nel tempo e distribuisce un’aria più salubre.
Mentre alcune operazioni base sono alla portata dell’utente, come la pulizia dei filtri dell’unità interna, la gestione delle componenti più complesse richiede l’intervento di un tecnico specializzato, in grado di verificare la batteria di scambio, lo scarico della condensa e i parametri elettrici e di pressione.
Se le attività di routine sono sufficienti per consentire l’accensione, si parla di manutenzione ordinaria. La risoluzione di guasti imprevisti eventualmente identificati, invece, rientra nella manutenzione straordinaria – che include anche la ricarica del gas.
Come fare la manutenzione condizionatore ordinaria, passo per passo
Solitamente, la manutenzione condizionatore ordinaria segue una sequenza standard. I passaggi principali comprendono:
- spegnere e scollegare dalla rete elettrica l’impianto prima di ogni operazione;
- rimuovere i filtri dallo split e pulirli con acqua tiepida e sapone neutro, lasciandoli asciugare del tutto prima di rimontarli;
- igienizzare le parti accessibili (griglie, alette e superfici) con un panno e un prodotto specifico, per eliminare polvere e cattivi odori;
- controllare lo scarico della condensa, sia nella vaschetta di raccolta che nel tubo, verificando eventuali ostruzioni per evitare gocciolamenti e ristagni d’acqua;
- pulire l’unità esterna liberando la batteria alettata da foglie e sporco, solo se raggiungibile in sicurezza.
Verifiche affidate al tecnico
Mentre le attività precedenti possono essere svolte in autonomia dall’utente, ce ne sono alcune che devono essere affidate a un tecnico. In particolare, la pressione del refrigerante, il livello del gas, la tenuta del circuito e i componenti elettrici vanno controllati da un professionista con strumenti dedicati e nel rispetto delle norme sui fluorurati. In caso di una perdita, l’esperto può intervenire prima che si verifichino guasti gravi – ciò rende il monitoraggio periodico anche una procedura preventiva.
Ogni quanto fare la manutenzione condizionatore
Il controllo tecnico completo va programmato almeno una volta l’anno, preferibilmente prima dell’estate. Per l’uso domestico, nei periodi di funzionamento intenso, la pulizia dei filtri andrebbe eseguita ogni due settimane (circa).
Diversamente, negli ambienti commerciali la manutenzione del condizionatore richiede una frequenza maggiore, proporzionata alle ore di esercizio e alle condizioni dell’ambiente operativo: negozi, uffici e attività pubbliche tengono gli impianti accesi molte ore al giorno e li usurano più in fretta. Un calendario di controlli regolari previene i fermi nei periodi di punta.
La manutenzione condizionatore è obbligatoria?
Sì, anche se in pochi lo sanno. Il D.P.R. 74/2013 prevede che ogni impianto di climatizzazione abbia un libretto di impianto e venga mantenuto secondo le indicazioni del costruttore: la manutenzione ordinaria è quindi un obbligo, non una scelta. A questa si aggiunge, per i soli sistemi di climatizzazione estiva con potenza dai 12 kW in su, il controllo di efficienza energetica, da ripetere ogni quattro anni fino a 100 kW e ogni due anni oltre, con un rapporto da trasmettere alla Regione.
La maggior parte dei condizionatori domestici resta sotto i 12 kW e non rientra in questo controllo periodico, ma libretto e manutenzione restano comunque dovuti. Per negozi, uffici e attività con impianti più potenti, invece, le scadenze di legge vanno rispettate.
Ricarica gas condizionatore: quando serve?
È proprio qui che si concentra l’equivoco più comune: il gas refrigerante non si consuma con l’uso. Muovendosi all’interno di un circuito chiuso e perfettamente sigillato, la sua quantità rimane infatti costante per l’intero ciclo di vita dell’apparecchio. Di conseguenza, non ha alcun senso programmare una ricarica del gas a ogni inizio estate: in un impianto integro non c’è assolutamente nulla da rabboccare. Se si rende necessario un intervento di questo tipo, significa inevitabilmente che è presente una perdita nel circuito, un problema reale che va individuato e riparato dal tecnico.
Come capire se manca il gas
Il segnale più frequente è un calo delle prestazioni: il climatizzatore fatica a rinfrescare gli ambienti, impiega più tempo a raggiungere la temperatura o emette aria poco fredda. A volte compare brina o ghiaccio sulle tubazioni e sui raccordi dell’unità esterna.
Anche un aumento del consumo elettrico a parità di utilizzo, o un impianto che lavora di continuo senza un cambio di temperatura nella stanza, è segno di un circuito inefficiente. Tuttavia, prima di pensare al refrigerante, conviene fare una manutenzione condizionatore ordinaria per escludere cause più banali: filtri intasati, telecomando impostato male, unità esterna ostruita. Se l’impianto è pulito e continua a rendere poco, è consigliabile incaricare un tecnico con cercafughe di verificare l’eventuale presenza di una perdita di gas.
Quali gas refrigeranti usano i condizionatori moderni
Il refrigerante è il fluido che assorbe e cede calore: ciò che permette al condizionatore di raffrescare d’estate e riscaldare d’inverno. Non tutti gli impianti usano lo stesso tipo, e la differenza pesa quando serve una ricarica.
Gli apparecchi di oggi, compresi i modelli Daikin, Mitsubishi Electric e Mitsubishi Heavy Industries trattati da Air Lab, funzionano con il gas R32. È più efficiente del precedente R410A e inquina meno: in caso di dispersione, il suo effetto sul riscaldamento globale è circa un terzo. Molti condizionatori installati fino a qualche anno fa contengono ancora R410A, mentre i modelli più datati usavano l’R22, oggi fuori legge perché danneggia lo strato di ozono.
Ogni climatizzatore va ricaricato solo con il gas per cui è stato progettato, riportato sulla targhetta dell’unità. I diversi tipi non devono mescolarsi e hanno costi e reperibilità differenti: un tecnico serio si accerterà del contesto prima di intervenire e non userà mai un sostituto generico.
Come si svolge una ricarica gas condizionatore a regola d’arte
Aggiungere gas senza riparare la perdita è inutile: in poche settimane il problema si ripresenta. Per questo la ricarica del refrigerante segue una procedura ordinata. Il tecnico individua il punto di fuga, recupera con un apposito recuperatore il gas ancora presente ed evita di disperderlo nell’ambiente. Ripara la perdita o sostituisce il componente danneggiato, poi esegue una prova di tenuta e mette l’impianto sotto vuoto con una pompa, così da togliere aria e umidità dalle tubazioni. A quel punto immette il refrigerante corretto, nella quantità esatta indicata sulla targa dell’unità, e verifica il funzionamento. La normativa impone inoltre di annotare l’intervento, quando previsto, nella banca dati nazionale dei gas fluorurati.
Air Lab segue gli impianti di climatizzazione a Modena lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla installazione degli impianti alla manutenzione periodica, garantendo a privati, aziende, negozi e attività pubbliche un servizio di assistenza per condizionatori e pompe di calore.
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